sabato 9 maggio 2009
Una giornata con Winnie the Pooh a Novara
lunedì 13 aprile 2009
Gita domenicale. Il sentiero delle fate

Cari genitori, si sta avvicinando la bella stagione; per questo abbiamo deciso di dedicarvi una serie di articoli per le gite domenicali con i vostri piccoli. Partiamo subito da un incantevole posta a pochi passi da Novara, che pochi conoscono.
DESCRIZIONE
Oriano Ticino è una piccola frazione di Sesto Calende con ville e parchi ottocenteschi privati, un antico lavatoio ed una chiesa romanica. Accanto a quest’ultima ha inizio il percorso, in leggera salita, che porta all’ex “Roccolo Pierino”, ora “bosco didattico” con recinto di rilascio della Cicogna nera. Da qui il sentiero sale sul Poggio d’Oriano, raggiungendo il “Roccolo Brescianella” e proseguendo attraverso salite e discese, radure e boschi di Pino silvestre, Quercia farnia, Castagno e Robinia. Nei pressi della località Cascina Bilesa si incontrano antiche cascine, aree agricole ed un fontanile per l’irrigazione dei campi, interessante in primavera per l’osservazione di Rane, Rospi e Salamandre. A poca distanza si incontrano le sorgenti del Rio Capricciosa e da qui il percorso inizia la sua discesa verso il Sass da Preja Buia e l’Oratorio campestre romanico di San Vincenzo.
INTERESSE PREVALENTE
L’itinerario si snoda sulle colline moreniche, caratterizzate da boschi di Pino Silvestre e latifoglie, dove è possibile riconoscere le tracce dell’utilizzo di questi ambienti nel passato. In particolare sono visibili due roccoli, aree dove la vegetazione veniva modificata e modellata accanto a una costruzione torriforme, allo scopo di attirare con richiami e catturare in reti gli uccelli di passaggio. Attualmente i roccoli sono stati convertiti in centri di ricerca per l’osservazione e l’inanellamento degli uccelli.
IL LUOGO PIU' INTERESSANTE
Il “Sass da Preja Buia” (letteralmente: sasso di pietra scura) – Grande masso erratico, trasportato dai ghiacciai durante le glaciazioni, scolpito con molte incisioni dai popoli della prima età del ferro (II millennio a.C.). Vi si possono osservare soprattutto coppelle circolari ed altre forme, simboli di fertilità, utilizzate per riti sacri.
sabato 28 febbraio 2009
Lavoretti di Pasqua a Novara

Decorare
le uova è divertente, ma anche mangiarle! Ecco quindi una decorazione che rispetta l'uovo, perchè del tutto naturale... quindi dopo averle colorate, potrai anche portarle in tavola per i tuoi amici e parenti. Importante: le uova sode vanno consumate entro 24 ore. Bimbi: chiedete l'aiuto di un adulto per realizzare queste uova.
Materiale occorrente:
vecchie collant o gambaletti anche smagliati, ma puliti
1 kg di cipolle rosse, rossissime
1 pentolino
acqua
uova fresche
aceto per sgrassare le uova
un pò di filo o dei chiudi pacco di quelli ricoperti, in fil di ferro
fiorellini o foglie decorative come quella di prezzemolo
elastici
Prendiamo un pentolino, sbucciamo le cipolle rosse e mettiamo tutte le bucce (non le cipolle!) a cuocere per almeno mezz'oretta. Realizziamo così un 'decotto': lasciamo raffreddare e quindi filtriamo l'acqua dalle bucce. Buttiamo le bucce e teniamo l'acqua colorata, magari mettendola in una bottiglia di plastica fino a quando dovremo usarla, si conserva diversi giorni: abbiamo così un bel colorante naturalissimo per le nostre uova.
Adesso prepariamo le uova, che dovranno essere con il guscio molto chiaro, fai attenzione a quando le compri al supermercato! Tirate fuori dal frigo le uova da decorare con anticipo, in modo che non siano fredde quando andremo a cuocerle.
Laviamole bene e sgrassiamole con aceto, prendiamo i fiorellini o le foglie piccole, leggere e carine che abbiamo trovato in giardino. Bagnamole o spennelliamole con del bianco d'uovo (che
fa l'effetto-colla!) e adagiamole con delicatezza sull'uovo: tutte le parti coperte dai fiori o dalle foglie saranno quelle che poi risulteranno disegnate. Non copriamo tutto l'uovo, bastano due o
tre foglioline/fiorellini. Ora prendiamo gli elastici e sempre molto delicatamente, diamo un giro in verticale e uno in orizzontale sull'uovo, prestando attenzione a non spostare le nostre
foglie e i nostri fiori. In pratica, è come se mettessimo un nastrino all'uovo, tipo pacchetto-regalo.
Recuperiamo le collant o i gambaletti, puliti, e tagliamo un rettangolo sufficiente ad avvolgere bello stretto il nostro uovo decorato. E' un pò come impacchettare un piccolo uovo di Pasqua con le collant al posto della carta colorata. Fermiamo il ciuffetto delle collant con del filo o con un fil di ferro, ben stretto.
Adesso, riprendiamo la nostra acqua che abbiamo colorato con le bucce delle cipolle, che non deve essere fredda così come il nostro uovo decorato non deve essere freddo: altrimenti si romperà per lo shock termico!
Immergiamo le uova nell'acqua colorata dalle cipolle, mettiamo sul fuoco basso e lasciamo colorare e diventare sode le nostre uova per dieci minuti dall'inizio della bollitura. Poi spegniamo, lasciamo raffreddare. Tiriamo fuori le uova dall'acqua, togliamo le collant, quindi l'elastico, quindi fiorellini e foglie.... sorprendente no?
venerdì 27 febbraio 2009
Ecco la nostra Mary Poppins!
Carnevale a Novara al vialedeiciliegi baby park
PERCHE FESTEGGIAMO IL CARNEVALE??L'etimologia della parola Carnevale è tuttora molto discussa: potrebbe derivare da Carna -aval o da carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora, da Carnalia (feste romane in onore di Saturno), oppure da carne-levamen o dall'espressione medievale carnem-laxare (cioè fare digiuno, astinenza). Di sicuro le origini di questa festa sono religiose. Apprendiamo, dalle testimonianze storiche, che le maschere erano utilizzate dall'uomo fin dal Paleolitico, quando gli stregoni, durante riti magici e propiziatori, indossavano costumi adornati di piume e sonagli e assumevano aspetti terrificanti grazie a maschere dipinte, nell'intento di scacciare gli spiriti maligni. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del nostro Carnevale. Nell'antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano già l'uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti. Famosa era, anche, la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nel ritmo dei festeggiamenti.
mercoledì 14 gennaio 2009
56 giochi per centri ricreativi estivi


